CORONAVIRUS E MERCATI

Nell’ultimo periodo l’attenzione dei media si è focalizzata principalmente sull’epidemia scoppiata in Cina e poi diffusasi in molti altri paesi, con un forte impatto sia a livello sanitario che economico. È su questo secondo aspetto che ci vogliamo soffermare, anche alla luce del fatto che tra i principali mercati globali quello che paradossalmente ha meglio incassato il colpo è proprio quello cinese. Questo ci fa intuire che ci sono anche altre problematiche insite nel mercato oltre a quelle provocate dal coronavirus.
Ma quali sono stati più precisamente questi effetti sui mercati finanziari? Vediamolo qui di seguito.

GLI EFFETTI SUI PRINCIPALI MERCATI

 

La prima economia ad essere vittima dell’epidemia è stata naturalmente quella della Cina, portando ad un crollo pressoché immediato dell’indice di Shangai:

Fonte dati: Bloomberg

Come è possibile vedere dall’immagine soprastante c’è stata una caduta quasi verticale della quotazione dell’indice Shangai Composite ( -11,28% circa) nella seconda metà di gennaio, ma già dall’inizio di febbraio ha iniziato a risalire, riportandosi ad inizio marzo a circa -0,78%.Tuttavia con l’accelerazione improvvisa della diffusione del virus al di fuori dai confini nazionali (Italia in primis) anche il mercato cinese ha finito con il risentirne e a tornare ad un -4,93%.
Per quel che riguarda gli Stati Uniti invece:

Fonte dati: Bloomberg

Anche qui l’indice S&P 500 ha risentito nella seconda metà di gennaio degli effetti del coronavirus ma in maniera molto più contenuta rispetto alla Cina (-3,69%) ed ha recuperato i valori pre-epidemia già ad inizio febbraio. Con l’esplosione dei contagi in Europa e poco dopo anche negli Stati Uniti l’indice ha però ripreso con forza la via del ribasso, toccando recentemente i -18,58%.
Resta infine da vedere cos’è accaduto nel vecchio continente:

Fonte dati: Bloomberg

Proprio come per gli Stati Uniti anche in Europa le perdite iniziali sono state molto più contenute rispetto alla Cina, attestatosi a circa -3,63%. Le perdite che invece hanno fatto seguito all’esplosione dei contagi nel vecchio continente sono state molto più marcate, portandosi sotto al -20%.

LE PROSPETTIVE

 

Il rischio di un’evoluzione dell’emergenza sanitaria non si può ancora dire scongiurato e questo comporta che ulteriori ribassi del mercato possano essere tuttora in agguato. Nel caso dell’Italia questo si concretizza in un’accresciuta probabilità di un forte rallentamento dell’economia favorito da preesistenti segni di flessione, in particolare per quel che riguarda il mercato del lavoro.